Quota Periscopio – stagione 8 – puntata 11 – Intervista a De.Stradis
Scritto da Fabio Mugelli il 5 Febbraio 2026
Cantautore di origine pugliese, ha perfezionato la sua formazione al Conservatorio di Bologna.Nell’humus musicale bolognese inizia a cantare con i Mangroovia e i Westfalia con i quali partecipa ad X Fattor
– Manuel Agnelli dirà che rendevano semplice la complessità della musica che suonavano –
Nel frattempo la Puglia continua ad essere un punto di riferimento fondamentale in particolare per la collaborazione con Filippo Bubbicocol quale produce un primo ep, partecipando nel 2024 tra i finalisti del premio Musicultura col singolo “quadri d’autore”. Propone un genere che fonde R&B, Jazz e Hip-Hop in lingua italiana.
Il 9 gennaio è uscito il suo primo album APPARTENGO AL MARE per Sun Village e Senza Dubbi

“Appartengo al mare” è un album di undici tracce, nate da due anni di crescita personale in cui ha sentito la necessità di approfondire il proprio percorso creativo, dedicandosi alla scrittura con l’obiettivo di far emergere la parte più autentica della sua espressione. De.Stradisafferma riguardo l’album:“All’inizio “Appartengo al mare” era un titolo legato a un gesto concreto: scrivevo molto in Puglia, d’estate, e il nuoto era diventato per me un atto creativo. Ogni volta che entravo in acqua le idee venivanoa galla. Con il tempo però ho capito che questo titolo parlava soprattutto delle persone attorno a me: della loro umanità, del loro senso del gioco, della capacità di restare sensibili e intraprendenti. In questo disco ho sentito la responsabilità di raccontare la mia comunità, e alla fine mi è sembrato di fare un regalo non solo a me stesso, ma anche a loro.”Il disco racchiude quindi una duplice dimensione: da un lato l’origine concreta del processo creativo, legato al contatto fisico con l’acqua e al movimento come generatore di pensieri, dall’altro una visione collettiva, che guarda alla comunità come luogo di resistenza umana e culturale.
L’album segue questa doppia anima anche nella composizione dei brani: da sonorità più cantautoriali e acustiche, con attenzione ai temi sociali, fino a territori più elettronici e sperimentali, orientati alla ricerca interiore.Il cantautore ha intrapreso un lavoro fondato sulla sintesi e sulla coerenza, ampliando il proprio sguardo sul mondo, trovando nel dialogo e nelle relazioni umaneuno dei principali motori creativi: la scrittura nasce dall’osservazione, dal confronto, dalle conversazioni quotidiane, portando in musica l’esperienza dell’incontro.In produzione, insieme a Filippo Bubbico, ha scelto di sottrarre per mettere al centrola canzone, curando ogni dettaglio con precisione senza eccedere negli elementi sonori. Un ruolo chiave è affidato al nastro analogico, utilizzato non solo per la sua impronta estetica, ma per conferire a ogni registrazione un valore unico e irripetibile, donando al disco una naturalezza talvolta “sporca” ma profondamente umana. Anche la selezione degli strumenti risponde a questa logica: pianoforte verticale, Pro 800, JU-06, Moog, Prophet, basso, batteria, chitarra, voci e pochi campioni percussivi –soprattutto nei brani dalle sfumature elettroniche.
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